Dito a scatto: cos’è, sintomi, diagnosi e trattamenti

Lug 1, 2025 | News, Ortopedia

Il dito a scatto, o tenosinovite stenosante, è una condizione patologica caratterizzata dall’infiammazione e dall’ispessimento della guaina che riveste i tendini flessori delle dita. Interessa principalmente il tendine del flessore superficiale o profondo, e causa un’ostruzione del passaggio tendineo attraverso la guaina fibrosa. Una problematica che si traduce in un movimento articolare doloroso e spesso accompagnato da uno scatto udibile o percepito durante la mobilizzazione del dito.

Con il Dott. Antonio Panella, dell’Ambulatorio di Ortopedia e Traumatologia del Centro San Camillo di Bari, abbiamo parlato di questa patologia, dei sintomi, della diagnosi e  dei trattamenti possibili.

onicectomia

Dito a scatto: i sintomi

Tra i sintomi più comuni ci sono:

  • presenza di un clic o scatto durante la flessione o estensione del dito;
  • dolore localizzato alla base del dito, spesso in corrispondenza della regione palmare;
  • gonfiore e ispessimento della zona interessata;
  • blocco del dito, in alcuni casi, in posizione flessa o estesa, che richiede un intervento manuale per ripristinare il movimento normale.

Il dito a scatto colpisce più frequentemente le donne tra i 40 e i 60 anni, e in particolare quelle con diabete, artrite reumatoide o altre condizioni infiammatorie. Così come chi svolge lavori manuali ripetitivi o pratica sport che sollecitano le mani può essere più a rischio.

Fattori predisponenti sono, infatti:

  • uso ripetitivo o eccessivo delle dita, tipico di attività manuali o sportive;
  • traumi o microtraumi ripetuti alla regione palmare;
  • malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide o il diabete mellito, che alterano la composizione e la funzionalità delle guaine tendinee;
  • età avanzata, con perdita di elasticità dei tessuti connettivi;
  • predisposizione genetica o anomalie anatomiche delle guaine tendinee.

Tenosinovite stenosante dei flessori, la diagnosi

La diagnosi di dito a scatto è principalmente clinica e si basa sull’esame obiettivo della mano da parte dello specialista e sull’anamnesi. Durante l’esame si chiede al paziente di aprire e chiudere la mano, oppure di flettere ed estendere il dito, per valutare il movimento a scatto. Non sono generalmente necessari esami strumentali ma, in alcuni casi, l’ecografia può essere utile per confermare la diagnosi e valutare la gravità. In rari casi, la radiografia può escludere altre cause di blocco del dito, come problemi ossei.

Per il dito a scatto, infatti, la diagnosi differenziale è importante. Altre condizioni che possono causare sintomi simili sono: cisti della puleggia, Malattia di Dupuytren, tenosinovite infettiva.

Trattamenti e terapie

La scelta del trattamento dipende dalla gravità della situazione, ma anche dalle esigenze del paziente, per questo va valutata caso per caso dallo specialista, in un percorso personalizzato.

Terapia conservativa

Prevede riposo, immobilizzazione temporanea con tutori, applicazione di ghiaccio per ridurre l’infiammazione e terapia farmacologica con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Iniezioni di corticosteroidi

Si tratta di infiltrazioni somministrate localmente per ridurre l’infiammazione e l’ispessimento della guaina tendinea, che devono essere sempre eseguite da un professionista riconosciuto.

Interventi chirurgici

I trattamenti chirurgici sono generalmente indicati in caso di fallimento delle terapie conservative. La procedura più comune è la tenolisi, che consiste nel liberare il tendine dalla guaina ispessita, eliminando l’ostruzione e permettendo un movimento più fluido.

Chirurgia Ortopedica al Centro San Camillo

  • Infiltrazioni
  • Trattamento chirurgico ambulatoriale (compreso Medicazione/controllo)

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