Alimentazione e malattie autoimmuni: quando il cibo diventa alleato

Gen 27, 2026 | Alimentazione e nutrizione, News

L’alimentazione può influenzare direttamente l’andamento di una patologia. Mangiare in modo adeguato aiuta a controllare i sintomi, prevenire complicanze e rendere più efficaci i trattamenti. In questo modo, il cibo diventa un alleato della salute, migliorando anche la qualità della vita.

Di alimentazione e malattie autoimmuni abbiamo parlato con il Dott. Salvatore Cusenza, nutrizionista e specialista in Scienze dell’Alimentazione, parte dell’équipe del Poliambulatorio Centro San Camillo, a Bari.

Alimentazione e patologie

Nelle Scienze dell’Alimentazione, a oggi, gli specialisti sono arrivati quasi a definire per ogni patologia un tipo di alimentazione ottimale da abbinare.

Esiste l’alimentazione per il paziente oncologico, per il paziente nefropatico, per il paziente diabetico, per lo sportivo, per il soggetto che deve perdere peso, e ne esiste anche una per i pazienti con patologie autoimmuni.

Pazienti con patologie autoimmuni: alimentazione da preferire

Le malattie autoimmuni insorgono quando il sistema immunitario, invece di difendere l’organismo da virus e batteri, perde la capacità di riconoscere ciò che è “proprio” e attacca cellule, tessuti o organi sani.

Si tratta di un gruppo di patologie in costante aumento nella popolazione mondiale. Un trend riconducibile sia a un reale incremento dell’incidenza, sia al significativo progresso delle metodiche diagnostiche. Nella popolazione adulta, la prevalenza complessiva è stimata intorno al 15% (dati “Malattie autoimmuni nei primi anni di vita: dai sintomi alla diagnosi di laboratorio”, R. Tozzolia , R. Perinib, pubblicato da SIPMeL).

Tra le più comuni troviamo artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, psoriasi, malattia di Crohn. «Gli studi degli ultimi 10-15 anni», spiega il Dott. Cusenza, «hanno mostrato come alimentazione e medicina funzionale possano collaborare. Eliminando alcune sostanze che stimolano il sistema immunitario ad “attaccare”, il paziente può modulare la patologia, riducendo al minimo l’utilizzo di farmaci o addirittura, in alcuni casi, sospendendoli del tutto. Un esempio: qualche mese fa ho visitato un paziente con una psoriasi volgare severa, la tipica psoriasi, la più diffusa. Limitando con l’alimentazione le caseine, l’istamina e altre sostanze come il glutine, che inducono nel sistema immunitario delle reazioni autoimmuni, dopo un mese la psoriasi del paziente è regredita. Oltre alle modifiche della dieta (un’alimentazione povera di glutine, caseina, istamina, saponine e solanine), ho prescritto al paziente alti dosaggi di vitamina D, di Omega 3, e una buona dose giornaliere di magnesio per “spegnere” il bottone della psoriasi».

Tra gli esempi di alimenti meno “invasivi” per il sistema immunitario c’è quello dei grani antichi (come il senatore Cappelli). Questi vengono più facilmente riconosciuti e digeriti rispetto a quelli ultra-processati alla base di pane, pasta e pizza in commercio oggi, che provocano più facilmente gonfiore, irritazioni cutanee, irritabilità intestinale e altre problematiche.

I consigli

«In generale, nelle patologie autoimmuni, creare una “pulizia alimentare”, eliminare istamina, caseine, solanine, solanacee, offrire sufficienti quantitativi di Omega 3, vitamina D e magnesio ogni giorno può migliorare l’andamento della patologia e la qualità di vita del paziente», conclude il medico. «Ma è importante sottolineare che non esiste un’alimentazione valida per tutti. Solo una dieta personalizzata può rispondere in modo mirato ed efficace alle diverse patologie e ai bisogni individuali».

Ambulatorio di Nutrizione presso il Centro San Camillo

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