Laser YAG: cos’è, a cosa serve e quando è indicato in oculistica

Ott 23, 2026 | Oculistica, News

Tra le nuove tecnologie di cui si è dotato il poliambulatorio Centro San Camillo di Bari, arriva il laser YAG, una delle apparecchiature più utilizzate in oftalmologia per il trattamento di alcune patologie oculari che possono compromettere la qualità della vista. Si tratta di procedure ambulatoriali, rapide e indolore, che consentono di intervenire con estrema precisione senza ricorrere alla chirurgia tradizionale.

Grazie alla sua efficacia e al ridotto impatto sul paziente, il laser YAG è oggi considerato il trattamento di riferimento per specifiche condizioni che interessano il cristallino e il segmento anteriore dell’occhio. Ne abbiamo parlato con i nostri specialisti.

Cos’è il laser YAG

Il laser YAG (Nd:YAG, Neodimio: Ittrio-Alluminio-Granato) è un laser medicale che emette impulsi di elevata energia in tempi estremamente brevi. Questa caratteristica permette di creare una precisa separazione dei tessuti oculari senza incisioni chirurgiche e senza danneggiare le strutture circostanti.

Il trattamento viene eseguito in ambulatorio utilizzando una lampada a fessura, lo stesso strumento impiegato durante la visita oculistica. Dopo aver dilatato la pupilla e, se necessario, instillato un collirio anestetico, l’oculista applica il laser direttamente sull’area da trattare.

L’intera procedura dura generalmente pochi minuti e il paziente può tornare alle normali attività poco dopo il trattamento, seguendo le indicazioni dello specialista.

A cosa serve il laser YAG

L’impiego più frequente del laser YAG è il trattamento della cataratta secondaria, una condizione che può comparire settimane, mesi o anni dopo l’intervento di cataratta.

Durante l’intervento chirurgico, il cristallino opaco viene sostituito con una lente artificiale, mantenendo però la capsula posteriore del cristallino naturale. Nel tempo questa membrana può perdere la propria trasparenza, provocando un progressivo peggioramento della vista.

In questi casi il laser YAG permette di creare una piccola apertura nella capsula opacizzata (capsulotomia posteriore), consentendo nuovamente il corretto passaggio della luce verso la retina e ripristinando rapidamente la qualità visiva.

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Il laser può inoltre essere utilizzato in altre situazioni selezionate, come:

  • trattamento di alcune membrane che si formano dopo interventi oculari;
  • iridotomia laser nei pazienti con glaucoma ad angolo chiuso o a rischio di svilupparlo (quando clinicamente indicata);
  • trattamento di specifiche opacità del segmento anteriore dell’occhio.

Quando è indicato

Non tutti i pazienti sottoposti a intervento di cataratta svilupperanno una cataratta secondaria e non ogni riduzione della vista richiede un trattamento laser.

L’indicazione viene stabilita dall’oculista dopo una visita specialistica completa, durante la quale vengono valutati:

  • l’entità dell’opacizzazione della capsula;
  • il grado di riduzione della funzione visiva;
  • i sintomi riferiti dal paziente;
  • l’eventuale presenza di altre patologie oculari.

Quando la perdita di trasparenza compromette le attività quotidiane, come leggere, guidare o utilizzare dispositivi digitali, il trattamento con laser YAG rappresenta generalmente la soluzione più efficace.

Il trattamento è sicuro?

Il laser YAG è considerato una procedura sicura, con un elevato profilo di efficacia e complicanze poco frequenti quando eseguito da specialisti esperti.

Durante il trattamento il paziente non avverte dolore, ma può percepire brevi lampi luminosi o un lieve fastidio.

Dopo la procedura è possibile osservare per alcune ore una visione leggermente offuscata, spesso legata alla dilatazione della pupilla o alla presenza temporanea di piccoli corpuscoli mobili (miodesopsie), destinati nella maggior parte dei casi a ridursi spontaneamente.

Come ogni procedura medica, anche il laser YAG presenta possibili rischi, seppur rari, tra cui aumento temporaneo della pressione oculare, infiammazione o edema maculare. Per questo motivo il paziente viene sempre sottoposto a controlli specialistici prima e dopo il trattamento.

Come prepararsi e cosa fare dopo il trattamento

Il trattamento non richiede particolari preparazioni né ricovero.

Prima della procedura l’oculista può instillare colliri per dilatare la pupilla e, al termine, prescrivere una terapia antinfiammatoria o ipotonizzante, quando ritenuta necessaria.

Nelle ore successive è consigliabile evitare di mettersi alla guida finché la pupilla rimane dilatata e rispettare le indicazioni ricevute durante la visita di controllo.

Nella maggior parte dei casi il miglioramento della qualità visiva è evidente già nelle prime 24-48 ore.

L’importanza della visita oculistica

Una riduzione della vista dopo un intervento di cataratta non è sempre dovuta alla cataratta secondaria. Patologie della retina, glaucoma o altre condizioni oculari possono determinare sintomi simili.

Per questo motivo è fondamentale sottoporsi a una visita oculistica completa, che permetta di individuare la causa del disturbo e scegliere il trattamento più appropriato.

Una diagnosi tempestiva consente di preservare la funzione visiva e intervenire con le tecnologie più adatte alle esigenze di ogni paziente.

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Prenotazioni:

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